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Visualizzazione dei post da ottobre, 2025

Urbanistica: Paradigma e Inerzia

L’urbanistica che abbiamo ereditato dal secondo dopoguerra nasce da una ferita collettiva: la ricostruzione fisica e simbolica di un mondo distrutto. Dal 1945 in avanti, la disciplina si è fondata su un obiettivo essenziale —  ricostruire, razionalizzare, modernizzare  — secondo principi di efficienza economica, funzionalismo e separazione delle funzioni. Le teorie di Le Corbusier, del CIAM e poi della scuola anglosassone hanno guidato i processi di pianificazione urbana per decenni. Eppure, ciò che era necessario allora — garantire alloggio, mobilità, produzione — oggi è diventato  insostenibile : la città moderna ha perso la sua capacità di generare benessere umano e coesione sociale. Le città occidentali, saturate di infrastrutture e di standard edilizi, sono diventate  meccanismi disfunzionali di sopravvivenza , piuttosto che habitat di qualità. Eppure, la maggior parte dei professionisti, dei politici e persino dei docenti universitari continua a operare ...

IL PREZZO SILENTE DELLA CATTIVA URBANISTICA

La città è, per definizione, l'opera più complessa che l'ingegno umano abbia mai concepito. Non è soltanto un aggregato di manufatti edilizi, un reticolo di strade e infrastrutture: è un organismo vivente, un sistema adattivo in cui materia costruita e relazioni sociali si alimentano reciprocamente, in cui la pietra porta impresse le speranze e le contraddizioni di chi la abita. Eppure questo stesso artefatto — capolavoro millenario di ingegneria sociale e materiale — può degradarsi, attraverso gli effetti di una politica priva di lungimiranza e di una pianificazione asservita a interessi particolari, in una macchina generatrice di sofferenza, disuguaglianza e costi collettivi insostenibili. La domanda che la ricerca urbana si pone con crescente urgenza non è più se la cattiva pianificazione produca esternalità negative, bensì di quale entità siano tali esternalità, su quali soggetti ricadano e con quali meccanismi si trasmettano alle generazioni future. Le risposte che i dati ...