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Visualizzazione dei post da giugno, 2026

L'urbanistica che non sa ascoltare

Per troppo tempo la disciplina urbanistica ha guardato alla città con gli occhi del disegnatore ottocentesco, persuasa che l'ordine spaziale potesse tradursi automaticamente in ordine sociale. Quella disciplina urbanistica, che docenti seppur validissimi hanno impresso nel nostro modo di pensare negli anni '80, ha trattato il territorio come uno spazio vergine e l'assetto urbano come un meccanismo di precisione: una macchina statica fatta di zone, assi e volumi, governabile dall'alto attraverso il righello e il compasso. Questo mito — la pretesa che la città possa essere progettata, regolata e "messa in forma" da un demiurgo onnisciente — non è solo un anacronismo. È la radice della nostra fragilità metabolica contemporanea. Ha confuso la staticità del piano regolatore con la stabilità di un sistema vivo, ignorando che le città, proprio come gli organismi biologici, sono dotate di un'inerzia e di una volontà proprie che sfuggono costantemente alla tirannia...

Urbanistica biofilica per un futuro sostenibile e rigenerativo

Nelle metropoli contemporanee, la natura non scompare per accidentalità, negligenza amministrativa o mera miopia progettuale. La sua progressiva espulsione dagli spazi urbani densificati rappresenta un processo sistematico, intrinsecamente radicato nelle dinamiche di accumulazione capitalistica del suolo. Ciò che si manifesta come un deficit ecologico — ovvero l'assenza di alberature, aree verdi e habitat per specie autoctone nei tessuti densamente costruiti — costituisce in realtà l'esito di una scelta economica deliberata: il suolo urbano, convertito integralmente in merce, ha smarrito la capacità di ospitare simultaneamente funzioni collettive e processi naturali. La rendita fondiaria non tollera competitori. Ogni metro quadrato deve generare valore estrattivo, profitto o capitale immobiliare; lo spazio verde pubblico, laddove sopravvive, persegue un'esistenza puramente ornamentale e residuale, configurandosi come una compensazione estetica a un sistema di sfruttamento ...