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Visualizzazione dei post da febbraio, 2026

Dalla "Città-Frattale" alla "Città-Onda"

Vi è un interrogativo che attraversa, come un solco profondo e talvolta dolente, l’intera parabola del pensiero urbanistico del Novecento: può la città — questo organismo pulsante, imprevedibile e stratificato — essere ideata, sezionata e governata con la precisione chirurgica di un bisturi? Per decenni, la risposta non è stata una semplice congettura accademica, ma il dogma operativo di una civiltà che ha confuso l’ordine geometrico con il benessere sociale. La città modernista, quella "macchina per abitare" che Le Corbusier elevava a feticcio del progresso e che Adolf Loos purificava da ogni presunto "delitto" ornamentale, nasceva sotto il segno di un determinismo newtoniano. In questo scenario, il territorio veniva ridotto a un ingranaggio: ogni funzione era perimetrata, ogni spazio la sua misura immutabile, in un’aspirazione quasi ossessiva all’eliminazione dell’ambiguità. Tuttavia, questa presunzione di controllo totale affonda le radici in un’eredità scientifi...

La Teoria della Città Frattale applicata a due tragedie italiane: L'Aquila e Niscemi

Vi sono Nazioni che sembrano rassegnarsi alla propria fragilità come se essa fosse una condizione ontologica, quasi un destino scritto nella geologia.  L'Italia è una di queste. Eppure — ed è questo il paradosso che rende il caso italiano tanto affascinante quanto doloroso per chi studia il territorio — non si tratta di una fragilità cieca e imprevedibile. I dati sono disponibili, aggiornati e pubblicamente accessibili. Secondo il quarto Rapporto ISPRA sul Dissesto Idrogeologico, edizione 2024, il 94,5% dei comuni italiani è a rischio per frane, alluvioni, erosione costiera o valanghe . La superficie classificata a pericolosità da frana è aumentata del 15% in soli tre ann i, passando da 55.400 km² nel 2021 a 69.500 km² nel 2024, pari al 23% dell'intero territorio nazionale.  Non si tratta di dati oscuri o controversi: sono pubblicati dall'autorità scientifica più autorevole del Paese in materia ambientale. Eppure il comportamento istituzionale che ne segue continua a scon...

Teoria dei Sistemi Urbani: Geometria Frattale e Rigenerazione Urbana nel XXI Secolo

  Negli anni Ottanta mi sono laureato in Architettura con una tesi in Urbanistica, in particolar modo in Economia dello Spazio. Mi affascinava già allora cercare di comprendere il modo in cui le persone si aggregavano, creavano comunità fino a formare città. Oggi la disciplina si è evoluta profondamente: mentre alla fine del secolo scorso l'Economia dello Spazio studiava come la localizzazione e l'organizzazione fisica delle attività influenzasse i processi economici e sociali — da William Alonso a Masahisa Fujita — oggi molti accademici che potremmo definire Sistemisti Urbani vedono la città come un "sistema vivente" regolato da flussi e connessioni, piuttosto che come un insieme di volumi costruiti. Per loro, la città è come un organismo: non è fatta di "pieni e vuoti", ma di flussi energetici, informativi e biologici. Se un flusso si interrompe, l'organismo urbano va in necrosi. Accanto a questi, si sta affermando una corrente che potremmo definire...

"Il prezzo del ritardo. Sovranismo ambientale, territorio abbandonato e futuro ipotecato nell'Europa centro-meridionale"

  1. Il blocco conservatore-sovranista europeo e il clima Negli ultimi anni, alcuni paesi dell'Europa centro-meridionale hanno assistito all'ascesa al governo di forze politiche accomunate da un orientamento nazionalista, sovranista e, in misura variabile, da una postura critica nei confronti delle politiche climatiche europee. Italia, Ungheria, Slovacchia e Croazia rappresentano casi emblematici di questa tendenza, sebbene con intensità e modalità profondamente differenti. Comprenderle richiede un'analisi contestuale precisa, lontana tanto dalla semplificazione ideologica quanto dall'indulgenza acritica. Il caso ungherese guidato da Viktor Orbán costituisce probabilmente l'esempio più radicale di questo fenomeno. Il governo di Budapest ha adottato negli anni una postura sistematicamente ostile alle ambizioni climatiche europee, che ha trovato espressione concreta nella presidenza del Consiglio UE nel secondo semestre del 2024. In quella sede, l'Ungheria si...