L'impronta del calcestruzzo sul nostro pianeta è un tema che da tempo suscita riflessioni profonde, specialmente per chi si occupa di scrutare le dinamiche territoriali e le loro implicazioni sul futuro delle nostre città. Affermare che il calcestruzzo sia la seconda sostanza più consumata al mondo dopo l'acqua dipinge uno scenario di proporzioni immense, quasi vertiginose. Un materiale che ha plasmato il volto delle nostre metropoli, delle nostre infrastrutture, ma che al contempo porta con sé un fardello ambientale non trascurabile: l'industria del cemento, come noto, è responsabile di una quota significativa, pari all'8%, delle emissioni globali di anidride carbonica. Una cifra che dovrebbe far riflettere sulla nostra incessante sete di "costruire". Le proiezioni future, con una domanda di calcestruzzo in crescita stimata del 48% entro il 2050, non fanno che acuire le preoccupazioni. Il materiale che ha rappresentato il fulcro dello sviluppo urbanistico del...
Dott. Arch Tommaso Camplone ----Italian Architects Declare Climate & Biodiversity Emergency---- -External Expert Consultant to the European Commission.